"C'era una volta..."

…così hanno inizio le più belle favole d’amore che spesso ci venivano raccontate dai nostri genitori, traghettandoci così tra le braccia di Morfeo. Quelle favole che hanno alimentato in noi l’eterna ricerca del lieto fine, quel “vissero per sempre felici e contenti”, perché in fondo ci auguriamo sempre il meglio, ci auguriamo una storia d’amore come quelle di quei racconti, di quelle favole, che tanto ci hanno fatto sognare. Chiudiamo così gli occhi e…

Nel Trecento Amalfitano, in quelle magnifiche terre sospese tra cielo e mare, le nobiltà locali ricercavano attraverso favori reali di ritagliarsi la propria fetta di potere. In quei tempi le ostilità tra gli Angioini e i Durazzeschi ricadevano inevitabilmente sulla “periferia” dando così vita a fazioni contrapposte e così accadde anche per i Rufolo di Ravello e i Coppola di Scala. Era una lotta continua per primeggiare agli occhi dei reali napoletani e per una sorta di supremazia locale.

In questo scenario di contrasti si meditava una tregua, fu così accordato tra le due casate, un Matrimonio tra i due giovani nobili, Antonio Coppola e Marinella Rufolo. Un giuramento d’amore dinanzi a Dio per suggellare un patto di pace che potesse superare ogni confine, politico e parentale.

La notizia fu ben accolta dalla regina Giovanna I d’Angio, sovrana napoletana, che vedeva in questa unione la fine di ogni contesa tra le due famiglie e un ritrovato benessere per le città di Scala e Ravello. La promessa d’amore ebbe luogo nella Cattedrale di San Lorenzo a Scala e fu talmente fastosa da impressionare l’immaginario collettivo. Vista l’importanza che le due famiglie ricoprivano alla corte napoletana, è molto probabile che al matrimonio sia giunta la regina stessa e altri potenti del tempo. Da quell’affare politico-diplomatico, da quell’accordo nato per sancire una tregua, nacque il vero amore. Il caso o semplicemente un disegno del destino, scrisse nelle pagine del tempo, una storia d’Amore Eterna… quella di Antonio e Marinella.

Tutto procedeva secondo i piani, la pace fu così ristabilita e il sentimento tra i due cresceva sempre più. Una passione infinita li legava, quella passione che in breve tempo culminò con la nascita del loro primogenito: Aniello. Seguirono successivamente altri due figli maschi. Alla morte della regina Giovanna I d’Angiò tutto ricadde nuovamente in discussione tra le due casate. Quel triste evento segnò l’inizio di un tragico epilogo anche se, l’unione tra Antonio e Marinella sfidava ogni contrasto… la storia d’amore mutava in favola.

Anni avanti, Antonio Coppola divenuto Gran Maestro dell’Ordine del Santo Sepolcro, fece erigere una magnifica opera sepolcrale in stucco destinata alla sua amata sposa, ma il destino beffardo volle che il primo ad occupare quel mausoleo, poco tempo dopo la costruzione, fosse proprio Antonio, vittima di un agguato insieme al figlio Aniello, assassinati da sicari lungo il tragitto di ritorno verso la loro amata Scala.

Da allora Marinella Rufolo cadde in un silenzio perpetuo, per quel tragico destino che, se inizialmente li fece incontrare e amare, ora li aveva divisi per sempre, almeno su questa terra. Con il dolore nel cuore, qualche anno dopo, la morte la ricongiunse per sempre all’amato marito e al figlio in quel maestoso monumento funebre, ancora presente oggi, nella Cripta del Duomo di San Lorenzo di Scala, simbolo di un Amore che vivrà per l’eternità.

…e poi mi destai, capii che la realtà era tutt’altro che una favola. Il lieto fine, il per sempre, potevano solo esistere in quei racconti? La vita ci vuole dimostrare il contrario, mettendoci continuamente alla prova, mettendoci continuamente dinanzi ad ostacoli, ponendo limiti, confini. Ma chi li detta questi confini, chi determina l’inizio e la fine? Ho ascoltato a mia volta la “favola” di Antonio e Marinella, una favola che abbiamo ereditato e che conserviamo nel cuore attraverso la memoria di due città; Scala e Ravello. Ma è leggendo tra le righe che ho conosciuto la Storia, perché tutto è accaduto realmente. La storia di due giovani innamorati, uniti dal destino, uniti da quell’amore che prevale e sconfina, quell’amore impetuoso nato per caso che ha la forza di infrangere le regole, ha la forza di invalidare il tempo stesso, di sconfiggere la morte. Quindi… io Credo, credo in quell’Amore Vero che può vestirsi di Eternità.

OPERA SEPOLCRALE COPPOLA - RUFOLO
Cripta del Duomo di San Lorenzo | Scala (SA)
Daniele Barone
- amministratore dblog -